Pregiudizi sugli psicologi

C’è molta ignoranza per quanto riguarda il ruolo dello psicologo e di questo ne soffro. Quel che sopporto meno di tutto, è la chiusura mentale e la presunzione di chi non sa. A volte gli psicologi, nel difendere la propria categoria si sentono come un branco di incompresi, come dei testimoni di Geova a cui viene chiusa la porta in faccia, come Tom Cruise quando è stato lasciato dalle ex mogli dopo che queste si son stancate di seguirlo nel suo percorso all’interno di Scientology. Il problema è che qua non si parla di fede e non dovrebbe esistere questa sensazione.

Quindi sfatiamo giusto qualche semplice pregiudizio e togliamoci questi sassolini dalle scarpe.

“Non vado dallo psicologo perché significa che ho fallito“: una frase che sentirla è una pugnalata! Talvolta fa parte del disturbo in sé, quel che è evidente è che ci son persone che identificano se stesse con i loro successi e non riescono ad accettare le loro vulnerabilità. Un po’ come non voler andare da un’insegnante a far ripetizioni di matematica perché se no ci si sente stupidi. Non è stato compreso che il risultato raggiunto tramite una terapia, non è fornito dallo psicologo, ma ci si arriva da soli. Lo psicologo ti fornisce strumenti utili per arrivarci. Perché non lo può fare un amico o tua madre? Perché non hanno la preparazione e le conoscenze scientifiche che servono per raggiungerlo.
Alquanto inefficace è tenersi un problema (che richiede un determinato aiuto), per dimostrare di non aver bisogno di uno psicologo, a quel punto mi allarmerei per un altro tipo di problema che riguarda lo schema di credenze sulla propria autostima.

“Lo psicologo non serve a niente” : Spesso le persone credono che andare dallo psicologo sia come andare dal chirurgo estetico dell’anima, nel giro di qualche seduta esci sicuro di te, forte, invincibile. La terapia non è un trattamento passivo. Questo si fatica a capirlo. D’altro canto, quando si raggiungono dei risultati, ci son pazienti che non riescono a capire cosa abbia fatto di preciso lo psicologo, ma si sentono meglio e credono che infondo sarebbero guariti anche senza il suo aiuto. A quel punto, mi permetto di dire, che lo psicologo invece ha fatto un ottimo lavoro, nella restituzione, nel senso che è riuscito a curare queste persone dando loro una percezione di padronanza e controllo delle proprie emozioni.
Per comprendere i meccanismi della terapia si fa sempre in tempo ad informarsi.

“Tu che sei psicologo dovresti comprendere”: detto fuori dal contesto di un rapporto professionale, è totalmente fuori luogo. Non smetterò mai di ripetere che gli psicologi sono liberi di rifiutare e trattare come meglio si sentono di fare, le persone attorno a loro, che si trovino nell’ambito privato. Se una persona non mi piace, la evito, non devo per forza volerle bene e aiutarla. Del resto, anche in contesto professionale, vorrei rammentare che se non ci si sente di prendere in carico un paziente, si è liberi di non farlo, indirizzandolo magari da qualche altro collega. Pensiamo ad un paziente che abbraccia in modo molto forte una certa ideologia, considerando nel mio privato non la condivido assolutamente e che penso mi porterebbe a non tollerarlo come persona, sono totalmente libera di affidarlo a chi ritengo più idoneo. Quindi figuriamoci quando non vi è alcuno scambio pecuniario. A livello deontologico è vietato accordare una terapia con una persona con cui c’è un rapporto affettivo più o meno stretto, quindi nessuno è tenuto ad essere particolarmente comprensivo, specialmente se in quel momento c’è qualcosa che non va proprio con te (si, tu che leggi).

“Tu che sei psicologa…”: vorrei soffermarmi un momento sull’essere psicologi. Essere psicologi significa aver fatto un esame di stato, essere entrati nell’albo degli psicologi della propria regione, quindi essere abilitati nella professione e dover sottostare all’etica professionale, quindi conoscere bene il codice deontologico. Quando hai una laurea in psicologia, non sei psicologo. Sei dottore in psicologia, che è tutt’altro. Quindi prima di affibbiare certi oneri e onori professionali ad una persona, assicurarsi che sia realmente iscritta all’albo. (Piccola clausola: uno studente che studia o che è dottore in psicologia, non può millantare il titolo di psicologo. Tra l’altro l’usurpazione di titoli e onori è un reato penale, giusto per puntualizzare. Se in famiglia ti ci chiamano per gioco, è differente, dall’autoproclamarsi tale al fine di ricevere particolari benefici. Mia personale opinione è che sia anche disdicevole millantarlo anche in un informale contesto sociale, che sia un social network o al bar dietro casa )
Altro punto che vorrei tenere in considerazione anche che vi son diverse differenze tra psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, neuropsicologo.
Differenze colossali che comprendono i ruoli di queste categorie e il tipo di formazione. Non le illustrerò in questa occasione, ma le segnalo, giusto per non dimenticare quante volte ogni giorno vengono utilizzate come sinonimi in modo erroneo.

Per concludere, vorrei sottolineare come l’ignoranza verso la materia sia particolarmente accentuata in Italia. Posso permettermi di dire che il nostro paese vanta di una mentalità piuttosto chiusa e provinciale, in relazione all’idea che ci si è formati della psicologia. Ci si dimentica quanto la psicologia sia speculare alla medicina, quanto il disagio del corpo e della mente siano fortemente correlati e che in molti casi in comorbidità.

 
P.S.
Tante volte mi rifiuto di commentare le sparate qualunquistiche, perché mi vergogno dell’ignoranza che regna, della mancanza di sensibilizzazione verso l’importanza del ruolo di certe figure professionali e mi sembra di parlare a dei muri e di sprecare energie inutilmente.
Qui mi rivolgo a colleghi e futuri colleghi: tutti insieme dovremmo impegnarci ad informare, da soli non si va da nessuna parte e dire che non c’è lavoro è la scusa di chi vuole il posto libero comodo, bello e pronto, di uno che vuole una vita facile, ma non accadrà mai se prima non si fa dell’informazione e tra le persone non vi è neanche una consapevolezza: se esiste chi si occupa di certi disturbi è perché ce n’è bisogno.

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2 pensieri su “Pregiudizi sugli psicologi

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